La storia di Carola Massardi, ormai a metà del suo percorso, è un bellissimo esempio di come Progetto Professionalità possa aiutarti a realizzare la tua idea e a farti crescere professionalmente. Qui ci racconta come stia andando la sua permanenza a Ginevra e di come il suo progetto stia raccogliendo grande appoggio ed adesioni.

«Seguivo Progetto Professionalità ormai da quattro o cinque edizioni, ma senza partecipare, poiché non sentivo di avere un’idea valida da presentare. Dopo qualche anno di esperienza lavorativa, però, ho avuto modo di perfezionare le mie conoscenze nel settore di specializzazione e, finalmente, posso dire avuto l’idea giusta (dato che poi è stata selezionata!)

Avevo chiaro in mente il percorso che avrei voluto intraprendere e sono stata io stessa a proporlo al mio ente ospitante. Quando li ho contattati si aspettavano un semplice inserimento all’interno di uno dei loro progetti, più che di aver di fronte una persona con un’idea innovativa. Credo che questo li abbia un po’ spiazzati, perché nel momento in cui sono stata io a proporre un’iniziativa di cui loro non si stavano occupando, sono rimasti piacevolmente sorpresi. Da lì sono iniziate delle trattative, nel senso che io ho dovuto presentare la proposta ad uno dei direttori generali, al fine di ottenere la sua approvazione e far partire il mio progetto.Una volta ottenuto il consenso, nonché supporto, da parte dell’ente ospitante ho presentato la candidatura presso la Fondazione. La procedura in sé e per sé non è difficile, si tratta solo di redigere la proposta, creare un CV secondo le richieste della Fondazione e ottenere i documenti necessari.
Io sono ormai a metà percorso e, siccome in Svizzera sono molto organizzati sul luogo di lavoro, ho già svolto tantissimi incarichi. A dire il vero, il mio referente di progetto ha già iniziato a farmi delinerare la pubblicazione finale (prevista per il mese di ottobre 2018).
Si tratta di un progetto di ricerca incentrato sul futuro della rendicontazione non-finanziaria che sto conducendo a Ginevra, presso la sede principale del WBCSD. Nello specifico, sto studiando come i bilanci di sostenibilità evolveranno nel tempo grazie alle nuove tecnologie digitali. La parte più emozionante e stimolante di questi primi tre mesi è stata sicuramente l’ingaggio di una serie di controparti che hanno volontariamente deciso di aderire all’iniziativa. Si è trattato per lo più di Direttori e Presidenti di una serie di multinazionali e organizzazioni la cui portata è mondiale. Inizialmente ero molto preoccupata del fatto che il progetto potesse non riscuotere un numero minimo di adesioni, ma l’entusiasmo è stato ampio e ha dimostrato che l’idea iniziale era davvero meritevole.

A livello di crescita personale e professionale, io sono già cresciuta tantissimo: innanzitutto per il fatto di dovermi adeguare ad una metodologia di lavoro che non è prettamente italiana – in Svizzera il lavoro viene organizzato con mesi di anticipo e io non ero assolutamente abituata a programmare con una simile precisione. In secondo luogo, dato che il progetto era una mia idea, mi sono ritrovata a gestire incontri con direttori e presidenti per lo più da sola. Ciò mi ha permesso di imparare a gestire lo stress e di dialogare con persone di un certo prestigio. La sola opportunità di poter entrare in contatto con esperti di quel calibro è stata per me incredibile, non solo perché aspiro a diventare competente come loro in futuro, ma perché ognuno di loro ha in un modo o nell’altro voluto darmi un piccolo consiglio sulla vita professionale.”

Se anche tu, come Carola, sogni di poter realizzare la tua idea, candidati subito per la prossima edizione di Progetto Professionalità!