Tra i progetti professionalizzanti vincitori della XIX edizione di Progetto Professionalità, c’è anche quello di Sara Scordo, che ha avuto in oggetto la sua partecipazione, in qualità di giudice arbitro, alle cosiddette “Olimpiadi del Diritto”.

“Il Vis Moot, giunto ormai alla sua 26esima edizione, è un prestigioso evento promosso da docenti di diritto delle maggiori università internazionali e da alcune associazioni di arbitrato, in collaborazione con le Nazioni Unite (in particolare con la Commissione per il diritto commerciale internazionale, più conosciuta con il suo acronimo UNCITRAL).

Ogni primavera la città di Vienna ospita il Willem C. Vis Moot, storica competizione di arbitrato simulato che quest’anno vedrà partecipare 379 squadre provenienti dalle più prestigiose università, tra cui Harvard, Cambridge e Singapore.

In ogni parte del mondo vengono organizzate, in vista della sfida finale di Vienna, competizioni di arbitrato simulato con lo scopo di fornire alle squadre vere e proprie sessioni di allenamento. Per l’Italia, da anni, l’appuntamento è con il Pre-Moot organizzato da CAM (Camera Arbitrale di Milano) e AIA (Associazione Italiana per l’Arbitrato) che si alternano nell’ospitare l’evento, tra Milano e Roma.

I giudici saranno tenuti a formare e valutare le squadre, offrendo feedback che aiutino gli studenti a ragionare come avvocati e a calarsi in una realtà professionale che ancora non conoscono. Il panel, composto da tre arbitri, interviene mentre i partecipanti espongono le proprie argomentazioni giuridiche, con l’obiettivo di stimolare gli studenti. Per risultare convincenti di fronte ai giudici gli studenti devono essere pronti e preparati e, soprattutto, devono imparare a gestire le domande che vengono loro rivolte, utilizzandole come punti di forza a sostegno delle proprie tesi. Al termine del dibattito i tre arbitri si riuniscono per decidere quale squadra ha offerto la prestazione migliore e rivolgono consigli ai partecipanti per migliorarsi in vista del confronto successivo.

Poter arbitrare al Willem C. Vis Moot costituisce un’incredibile opportunità di crescita accademica, professionale e, non da ultimo, anche personale. Sarà, inoltre, un onore, nonché grande motivo di orgoglio, rappresentare in un contesto internazionale di così alto livello l’Università Di Pavia, dove due anni fa ho completato i miei studi giuridici.

Nonostante la mia giovane età ho deciso di candidarmi per un progetto dedicato ai giovani professionisti, in quanto, avendo terminato il mio corso di studi in Giurisprudenza molto rapidamente, lavoro da più di un anno nell’ambiente degli studi legali e ho intrapreso un Dottorato di Ricerca con borsa di studio.

Ho pensato di proporre alla Fondazione di finanziare questo percorso formativo dal momento che, nel corso di questi anni, ho avuto modo di appurare che, purtroppo, in Italia questa competizione è ancora abbastanza sottovalutata. Le più autorevoli law school di tutto il mondo investono molto in questo evento, in quanto il settore dell’arbitrato internazionale rimane, comunque, un settore di nicchia. La partecipazione a questo evento permette non solo di mettere in comunicazione i professionisti che già operano nel settore, ma anche di formare i futuri professionisti dell’arbitrato. L’arbitrato, come metodo di risoluzione delle controversie, si presenta come un’alternativa alla giustizia amministrata dai tribunali. Nel merito del caso italiano, dove vige un sistema giudiziario poco efficiente, potrebbe diventare garante di un sistema più snello che risolve le controversie in modo più veloce, semplice ed efficace.”

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