Progetto Professionalità: un’occasione imperdibile colta da Carolina Reduzzi proprio al momento giusto.

Perché? Ce lo racconta di seguito.

“Sono venuta a conoscenza del Progetto Professionalità tramite una mia collega che lo aveva vinto qualche anno fa per andare a fare un periodo presso il Cancer Research UK Manchester Institute.

Per me è stata davvero una fortuna perché, quando ne sono venuta a conoscenza, avevo da poco conosciuto il Prof. Cristofanilli (Associate Director of Translational Research and Precision Medicine della Northwestern University di Chicago) ad un meeting a Philadelphia a cui ero stata invitata come speaker. Io mi occupo di biopsia liquida in oncologia, più precisamente dello studio delle cellule tumorali circolanti ed il prof. Cristofanilli è una delle personalità più importanti e più riconosciute a livello mondiale in questo ambito e per me i suoi studi sono stati dei punti di riferimento fin dai tempi della tesi di laurea magistrale.
Durante il meeting ho avuto modo di parlare brevemente dei miei studi con il Prof. Cristofanilli ed al mio ritorno lui si era dimostrato disponibile ad accogliermi per un periodo nel suo laboratorio. Ero incredula ed al settimo cielo ma anche consapevole che per poter cogliere questa occasione dovevo riuscire a trovare un finanziamento per coprire le spese.
Il Progetto Professionalità si è quindi mostrato come una soluzione ottimale. L’iter per candidarmi è stato semplice, ho dovuto raccogliere le lettere di disponibilità del dirigente del mio laboratorio e del prof. Cristofanilli ed alcune lettere di referenza, il certificato di residenza storico ed infine definire il percorso formativo.
Il progetto di cui mi occuperò riguarderà la caratterizzazione a livello sia fenotipico che genomico di cluster di cellule tumorali circolanti nel sangue di pazienti con carcinoma mammario, per riuscire a comprendere meglio i meccanismi coinvolti nella disseminazione e nella formazione delle metastasi e quindi individuare nuovi possibili target terapeutici. Negli scorsi anni, presso l’unità Biomarcatori dell’Istituto dei Tumori di Milano, ci eravamo già dedicati a questo argomento e avevamo raccolto interessanti dati preliminari in collaborazione con il gruppo del prof. Klein dell’università di Regensburg.
Portare avanti questi studi presso il laboratorio del prof. Cristofanilli mi consentirà non solo di potermi confrontare direttamente con lui e con il suo team riguardo i risultati ottenuti, ma anche di avere accesso a tecnologie all’avanguardia ed a grossi studi clinici.
Inoltre, questo percorso formativo sarà importante per la mia crescita sia professionale che personale in quanto mi consentirà di implementare l’indipendenza e l’autonomia nella gestione di un progetto di ricerca e mi darà la possibilità di lavorare, per la prima volta, a stretto contatto con un team di ricercatori clinici. Questo aumenterà la mia capacità di condurre ricerche traslazionali ampliando il mio modo di analizzare ed interpretare i risultati per riuscire ad unire sempre meglio gli aspetti puramente biologici a quelli clinici.

Per me la parola che meglio descrive il Progetto Professionalità è “opportunità”.”

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