Antonio trascorrerà i sei mesi con Progetto Professionalità  all’Ospedale Saint-Antoine, Pôle d’Oncologie Hématologie, Service d’Hématologie Clinique et de Thérapie Cellulaire di Parigi per un’esperienza sul trapianto allogenico di cellule staminali emopoietiche.

“Sono venuto a conoscenza del Progetto Professionalità tramite alcuni colleghi che hanno partecipato alle precedenti edizioni.

Sono un medico specializzando in Ematologia presso l’Università di Pavia e mi occupo di trapianto allogenico di cellule staminali emopoietiche. Il trapianto di midollo osseo rappresenta per alcune patologie ematologiche l’unica terapia potenzialmente curativa e imparare a gestirne in modo ottimale benefici e rischi è un requisito essenziale per la cura dei pazienti. Le innovazioni in tale ambito sono molte e da poco si è inoltre aperto lo scenario per l’ingresso nella pratica clinica quotidiana delle rivoluzionarie terapie cellulari come le CAR-T.

L’Ospedale Saint-Antoine di Parigi, diretto dal prof. Mohamad Mohty, rappresenta un’eccellenza europea in tale ambito. Quando in collaborazione con il direttore della mia scuola di specialità, prof. Luca Arcaini, ho avuto la possibilità di trascorrere 6 mesi in tale centro per la mia formazione, non ho esitato a partire. L’opportunità di approfondire le mie conoscenze con un’esperienza clinica e di ricerca scientifica, in un centro di riferimento per il trapianto di midollo osseo, rappresenta un’occasione fondamentale per la mia crescita professionale e spero anche per nuovi spunti di ricerca nella realtà pavese.

Il progetto di ricerca che svolgerò al Saint-Antoine servirà inoltre come progetto di tesi da presentare alla conclusione del mio percorso di specializzazione.

Per presentare la mia candidatura al Progetto Professionalità ho trovato tutte le informazioni necessarie e i vari passaggi ben dettagliati sul sito della Fondazione e, quando ne ho avuto bisogno, mi son rivolto al personale dedicato della Fondazione che mi ha sempre fornito una pronta e utile collaborazione.

Spero di rientrare da questa esperienza con una solida formazione di base, un buon bagaglio di esperienze cliniche per la gestione routinaria dei pazienti trapiantati e una sincera e proficua collaborazione scientifica con l’equipe medica che mi accoglierà.

Il Progetto Professionalità è uno strumento che permette di costruire opportunità uniche per la propria carriera.”