Inserire nella propria candidatura la lettera dell’ente ospitante può fare la differenza per vincere il bando di Progetto Professionalità.
 
I ragazzi delle precedenti edizioni ci raccontano come hanno trovato l’ente per il loro percorso:

Silvia – Era da qualche tempo che avevo intessuto un rapporto scientifico con il Prof Jorge Ruiz Carrascal del gruppo TECAL (Tecnologia e Qualità degli alimenti) all’interno del Dipartimento “Producción Animal y Ciencia De Los Alimentos” della Facoltà di Veterinaria dell’Universidad de Extremadura (Spagna) nella sede di Cáceres.

Non eravamo però mai riusciti a finalizzare concretamente la nostra collaborazione. Questo è stato possibile grazie all’opportunità datami dal Progetto Professionalità. Non mi aspettavo che il progetto avrebbe riscosso così grande interesse da poter finanziare 3 mesi di trasferta presso i laboratori dell’Universidad de Extremadura.

Filippo – Come ricercatore nel campo delle neuroscienze, sentivo da tempo il bisogno di fare un’esperienza all’estero per ampliare la mia preparazione ed instaurare contatti scientificamente produttivi con una istituzione internazionale prestigiosa. Conoscevo il lavoro del gruppo del Murdoch Children’s Research Institute di Melbourne nell’ambito dell’imaging pediatrico, e ho pensato che quella fosse la destinazione naturale per una ricerca sulle malformazioni cerebrali.

Valentina – Da tempo volevo realizzare un’esperienza presso un’Università straniera, in particolare negli Stati Uniti dove leggevo di interessanti realtà in cui il lavoro di ricerca veniva applicato ad interventi di tipo clinico ed educativo. Occupandomi di ricerca in psicologia dello sviluppo e lavorando da anni anche come psicologa scolastica, cercavo un posto dove trovare stimoli per coniugare al meglio queste attività. Il Center for Children and Families alla Florida International University era il posto giusto per me, e sono stata molto contenta quando il Prof. Graziano ha accettato di ospitarmi nel suo team per tre mesi.

Carolina – l progetto di cui mi occuperò riguarderà la caratterizzazione a livello sia fenotipico che genomico di cluster di cellule tumorali circolanti nel sangue di pazienti con carcinoma mammario, per riuscire a comprendere meglio i meccanismi coinvolti nella disseminazione e nella formazione delle metastasi e quindi individuare nuovi possibili target terapeutici. Negli scorsi anni, presso l’unità Biomarcatori dell’Istituto dei Tumori di Milano, ci eravamo già dedicati a questo argomento e avevamo raccolto interessanti dati preliminari in collaborazione con il gruppo del prof. Klein dell’università di Regensburg.

Portare avanti questi studi presso il laboratorio del prof. Cristofanilli mi consentirà non solo di potermi confrontare direttamente con lui e con il suo team riguardo i risultati ottenuti, ma anche di avere accesso a tecnologie all’avanguardia ed a grossi studi clinici.

Martina – Da tempo desideravo instaurare una collaborazione con il laboratorio tessile di San Patrignano per ampliare le mie conoscenze tecniche riguardo la tessitura manuale e soprattutto per imparare a metterle al servizio della collettività. San Patrignano è una comunità che offre un percorso riabilitativo per uscire dall’abuso di droghe e altre sostanze, attraverso il lavoro artigiano come la tessitura o la falegnameria collaborando con i più prestigiosi marchi e nomi del design mondiale.